LA FALCONERIA PROFESSIONALE

Tutti sappiamo che la qualità ha un costo. Parlando della vita quotidiana, tutti abbiamo in mente i grandi marchi delle automobili e le grandi firme della moda, e di sicuro nessuno ha da obiettare sulla qualità di quei nomi pregiati se si parla di materiali e prototipi. Possiamo immaginare di pagare una macchina sportiva 200.000 euro, al di là delle nostre possibilità economiche, e possiamo pensare di pagare uno smoking 2000 euro per una occasione speciale o per un lavoro importante, così come oggigiorno una borsa da 500 euro non è una realtà così rara. Pur trovando questi oggetti altrove e a cifre completamente diverse, sappiamo che “il nome” si paga, e soprattutto sappiamo che dietro ad esso lavorino incessantemente schiere di professionisti che si impegnano per offrire alla clientela un prodotto o un servizio che si differenzia da una concorrenza molto più economica, ma - spesso - anche molto più scadente. Il mercato assorbe entrambe le realtà, poiché il pubblico comprende quando arriva il momento di pagare per qualcosa di un certo livello, che non è necessariamente solo uno status symbol, ma è anche la scelta del rivolgersi a una ditta che si impegna da anni in quel determinato settore e che ne rappresenta un solido punto di riferimento. Questo ci è chiaro, e lo vediamo ogni singolo giorno nella vita quotidiana, applicato in varie forme. 

Ma cosa si intende per “qualità’” nel settore della Falconeria? Si intende innanzitutto la competenza. 

In ogni settore i partecipanti si scindono in professionisti e dilettanti, dove per “professionista” intendiamo una persona che, relativamente a un'attività da questa svolta, da essa trae un guadagno; si contrappone al dilettante, il quale svolge una qualsiasi attività (ricreativa, sportiva, volontaria) senza scopi di lucro, ragion per cui già a prescindere il dilettante, o l’hobbista, non dovrebbe farsi pagare, bensì agire esclusivamente per piacere personale o per scambio di favori. Con il termine “professione” si intende una determinata attività lavorativa esercitata in modo organizzato, sistematico e continuativo a scopo di profitto o reddito, che, al di là della sfera puramente economica, si basa su investimenti mirati ed obiettivi ben studiati. E' infatti corrente l'utilizzo del termine “professionista” come sinonimo di “competente, qualificato, capace, esperto”, e come tale un Falconiere professionale deve essere, eticamente e moralmente, e deve porsi al pubblico in una veste preparata e con una vasta compensa sia come varietà di rapaci allevate, addestrate e gestite, sia come numero di anni alle spalle nei quali ha fatto della sua passione un lavoro, e per “lavoro” intendiamo appunto un esercizio metodico e continuativo così da far vivere la propria Impresa - o la propria Associazione - e per poter sostentare il suo nucleo famigliare senza fonti di reddito secondarie. Il dilettante pertanto si inquadra come una figura saltuaria che non vive unicamente grazie alla Falconeria: non si sostenta grazie ad essa, non ci paga  le bollette o le tasse, il cui numero di esemplari, di coppie e di attività non sono al centro di tutto il suo mondo e di tutti i suoi impegni, pur mostrandone un interessamento più o meno acceso.

Ovviamente non ci vuole una laurea per *tentare di riprodurre* un maschio e una femmina: si può costruire una voliera più o meno di metratura idonea, con materiali che reggano sufficientemente le intemperie, si possono cercare due esemplari di sesso opposto ed apparentemente sani, comprandoli dal primo disposto a cederli, si può aspettare un po’ di tempo - mesi, o persino anni - e intanto ci si può documentare un po’ qua e là, alla buona. Questo di base è l’organizzarsi per *tentare* di ottenere materialmente dei pulli, a prescindere dalla specie. Ma quello che distingue un privato da un professionista è la finalità: a cominciare dalla qualità dell’investimento, il Falconiere professionale mira ad ottenere dei pulli geneticamente sani, morfologicamente in grado di offrire delle determinate caratteristiche e/o delle determinate performance, prevede un addestramento armonioso e progressivo, e intende rivolgersi a un pubblico adeguatamente informato sulla gestione, sulla detenzione, sulle normative e sull’Arte della Falconeria, al di là del fattore economico. 

Inquadriamo dunque il Falconiere professionale:

* Il professionista mantiene unicamente grazie alla Falconeria la sua Impresa, o Ditta, o  Associazione, nel giusto inquadramento burocratico. Possiede la Partita IVA che permette di emettere Fatture o - in alternativa - segue un regime forfettario realistico che permette di rilasciare Ricevute fiscali. Ha un Commercialista, paga le tasse, può domandare un mutuo e dei finanziamenti grazie alla dichiarazione dei redditi che la Falconeria gli permette di ottenere.

* Il professionista dispone di tutte le autorizzazioni necessarie, sia quelle obbligatorie che quelle accessorie: quelle Regionali, quelle Comunali, quelle dell’ASL, quelle del Corpo Forestale dello Stato e quelle dell’Agenzia delle Entrate. Possiede i Registri, tiene ordinatamente la tracciabilità dei suoi animali, ha depositato la piantina della sua Struttura, ha comunicato il numero dei suoi esemplari e ha fornito una copia dei loro documenti, ha le voliere a norma (materiali, metrature, allestimenti), registra e anella i pulli correttamente, disprezza e combatte il bracconaggio.

* Il professionista riceve controlli periodici dagli organi competenti, in particolare dall’ASL e dalla Forestale, i quali di volta in volta ispezionano ed approvano il suo operato tramite check list e verbali positivi, e in alcune situazioni vi può collaborare con consulenze e stalli, laddove possa contribuire con la propria esperienza e con la propria Struttura.

* Il professionista è Istruttore (o Maestro) di Falconeria e può offrire ai suoi Allievi dei Corsi personalizzati, possibilmente prima di vendergli il rapace, e in ogni caso non si rivolge al pubblico con un volto puramente commerciale, ma si informa sugli obiettivi degli interessati, sul loro tempo libero, sulla Regione di residenza, sulla situazione famigliare e sulle possibilità di offrire all’animale una corretta stabulazione, avendo il coraggio di dissuadere la persona laddove percepisca poca passione, poca preparazione, pericolosi stereotipi ed obiettivi inapplicabili sulla specie richiesta, o perlomeno troppo complicati per un neofita che non ha ancora un’idea concreta della Falconeria e della sua complessità.

* Il professionista ricerca per i suoi animali un’alimentazione variegata, sana, fresca, da fonti controllate, con un uso ponderato di integratori di altrettanta qualità adeguatamente somministrati. I pasti non sono né eccessivi né inferiori al fabbisogno dei suoi rapaci, e lo stoccaggio degli stessi avviene con l’utilizzo di freezer idonei e abbattitori termici. E’ piuttosto diffusa la pratica di allevare animali da pasto così da offrire ai propri rapaci un’alimentazione ancora più controllata e personalizzata... Noi ad esempio siamo allevatori di Rattus norvegicus.

* Il professionista mira a offrire ai suoi rapaci una stabulazione quanto più conforme alle loro esigenze etologiche e caratteriali, peculiarità che deve conoscere approfonditamente e rispettare, così da garantirgli una vita quanto più sana, lunga e tranquilla possibile, poiché se ne riconosce responsabile e non vede negli animali un mezzo per fare soldi.

* Il professionista utilizza materiali di alta qualità per assicurare ai suoi animali la sicurezza di trascorrere una vita lunga e serena, senza temere volpi, faine, ratti, serpenti o altri predatori che potrebbero entrare nelle voliere per ferire o uccidere gli animali ospitati all’interno, o per mangiare le loro uova o i loro pulli, qualità che inoltre non permette incidenti o fughe, senza temere le intemperie e l’usura del tempo, garantendo un’igiene adeguata, un allestimento a norma, operando una manutenzione costante ed applicando arricchimenti ambientali interni ed esterni volti ad offrire all’animale un maggiore comfort, che si ripercuote positivamente sulla sua psiche.

* Il professionista offre ai suoi animali un attento controllo quotidiano e una serie di ispezioni fisiche regolari volte ad accertare lo stato di salute inalterato; conosce le patologie principali, le manovre di primo soccorso, le procedure del post-operatorio, la riabilitazione e fisioterapia, l'utilizzo e la somministrazione dei farmaci, nonché la corretta conservazione. Si rivolge a medici veterinari competenti ogni qualvolta sia necessario, a prescindere dai chilometri da percorrere e dalle spese da sostenere.

* Il professionista mira ad avere dei riproduttori scelti con metodo, che diano figli sani, equilibrati ed oggettivamente belli; non si accontenta di mettere insieme un maschio e una femmina reperiti più o meno a caso da grossisti, da internet o da privati che non possono fornirgli informazioni e garanzie sulla linea di sangue offerta, e tutta la progenie ottenuta viene controllata e testata sia genotipicamente che fenotipicamente. Se poi sporadicamente nascono pulli imperfetti, sta all'etica del Falconiere decidere come agire in merito... Noi li affidiamo tramite la nostra Rescue, poiché la Natura ha i suoi equilibri e non vogliamo sopprimere un essere vivente soltanto per egoismo; nel caso la problematica persista dividiamo la coppia, perché un conto è l'imprevisto congenito (es. l'uovo covato male dalla mamma o grandi sbalzi climatici nell'annata), un conto è la tara genetica ereditaria che dovrebbe essere rifiutata da qualunque Allevatore, dilettante o professionale che sia.

* Il professionista cede i suoi animali con il documento ai fini CITES come domandato dalla normativa vigente, con la Fattura o la Ricevuta fiscale, e con il Certificato di buona salute generale firmato dal suo medico veterinario di fiducia; offre la sua reperibilità per il post-vendita, restando una figura di riferimento per i suoi Allievi. Non cede animali in maniera superficiale o - meno che mai - illegale, impegnandosi a compilare Cessioni precise, con tutti i dati occorrenti (es. nome scientifico, nome comune, Fonte CITES, Origine, tipo di acquisizione, data di nascita, Allegato e Annesso, etc) e conservandone la tracciabilità.

* Il professionista conosce quale attrezzatura occorre per la gestione del rapace, potendola offrire ai suoi Allievi senza che abbiano bisogno di rivolgersi altrove. In molti casi il professionista è un artigiano, potendo confezionare da solo almeno l’attrezzatura più semplice, quale i geti, la lunga e il logoro, oppure dando direttive ad altri artigiani così da farsi produrre del materiale personalizzato e idoneo ai propri obiettivi, testandolo e usandolo innanzitutto coi propri rapaci.

* Nel rivedere a terzi dei rapaci nati presso altre sedi, il professionista sceglie gli esemplari da rivendere con gli stessi criteri coi quali li comprerebbe per sé stesso; va ad esaminarli di persona, li acquista chiedendo la Fattura, li esamina con la stessa attenzione che applicherebbe su un esemplare da destinare al proprio Centro, li sottopone a visita veterinaria così da offrire al cliente il Certificato di buona salute, e infine li rivende addizionando la propria IVA al cliente finale; ha il coraggio di rifiutare l’acquisto laddove non sia soddisfatto o l’esemplare presenti imperfezioni, tare, patologie o problematiche di qualsivoglia natura, avvisando il cliente dell’imprevisto e cercando un altro esemplare altrove. Segue il cliente nel post-vendita esattamente come farebbe con un esemplare nato nel proprio Centro; può addestrarlo su commissione, e può ospitarlo in pensione preparandogli una voliera a norma mentre il cliente è in ferie o impossibilitato a tenerlo a prescindere dalle motivazioni. Non reputa i rapaci di rivendita come “animali di serie B” soltanto perché non sono nati dalle sue coppie riproduttrici, anche se fin dove può mira a prodursi lui i pulli, coi suoi criteri ed i suoi obiettivi. La rivendita avviene se termina i suoi pulli, o se non ha una buona annata riproduttiva, o se non alleva quella determinata specie, commerciando su prenotazione e non mirando a farne la sua principale fonte di sostentamento.

* Il professionista non opera in qualità di “trader”. Il “trader” (dall'inglese “to trade” = commerciare) cerca l’animale contattando vari negozi, allevamenti o privati, o guardando tra gli annunci in internet, organizza la trattativa, fa intestare l’animale direttamente al cliente (dal vecchio proprietario al nuovo proprietario) così da non figurare da nessuna parte e non aver bisogno di permessi, corsi, autorizzazioni o Partita IVA; chiede un pagamento per il tempo dedicato, oppure applica un rincaro a sua discrezione direttamente sul prezzo finale chiesto al cliente, in maniera illegale ed eticamente scorretta, solitamente senza che il cliente sappia quanto il trader abbia realmente pagato il rapace al vecchio proprietario, pagamento che raramente è tracciabile; difficile dire fino a che punto riesca a seguire il cliente nel post-vendita, perché non essendo un professionista e non avendo un Centro di Falconeria, non è un Istruttore, non organizza Corsi (degni di tale definizione), e chissà quanti rapaci ha avuto in vita sua per poter commerciarli con cognizione di causa e non a caso, facendolo solitamente solo per divertimento o per denaro. Questa procedura di solito impedisce al vecchio proprietario di poter informare e seguire il nuovo proprietario, non avendo gestito lui la trattativa.


Hieramatra cede rapaci solo ai propri Allievi, direttamente. NON FORNIAMO NE' GROSSISTI NE' NEGOZI DI ANIMALI. Accettiamo collaborazioni con Falconieri seri che vogliono procurare dei buoni esemplari ai loro amici o ai loro Allievi, seguendoli dopo la vendita, con l'intesa di essere pagati per il tempo dedicato alla trattativa, ma non applicando dei loro rincari personali al nostro listino

Il Falconiere professionale non è un commerciante: è innanzitutto un grande appassionato di rapaci che ha dedicato molto tempo allo studio ed alla pratica di tale Arte, e mira alla diffusione della Falconeria intesa come patrimonio dell’umanità e cultura, a prescindere che essa sia tradizionale (es. attività venatoria) o moderna (es. esibizioni di volo, passeggiate o prede finte, quali logoro, traina o drone), con la produzione di esemplari sani, con la possibilità di formare Allievi tramite un percorso personalizzato e sostenerli in un post-vendita attento e cosciente, con la possibilità di essere un contributo per la Falconeria nazionale ed internazionale, aperto a confronti costruttivi, edificanti, interessanti e civili con altri appassionati come lui. Un professionista deve essere una figura di riferimento per i suoi Allievi, per i suoi clienti e per le autorità competenti, e non deve fregiarsi della definizione di “Falconiere” soltanto perché possiede legalmente *qualche rapace*, comprati con poco criterio, gestiti con poco criterio e addestrati con poco criterio. La definizione di “Falconiere” si ottiene dopo anni di esercizio, applicazione, costanza, sacrifici, sensibilità e amore per la Natura, ma soprattutto si ottiene con l'affiancamento a un Falconiere esperto che possa istruirlo e guidarlo, oltre alle informazioni reperibili in internet (molto spesso errate, dannose o incomplete) o dalla sola lettura di libri, che impediscono il passaggio delle "malizie" e di quei "piccoli trucchi" che soltanto il lato umano può offrire, oltre alla carta e all'inchiostro che non possono adattarsi a tutte le situazioni.

Chiunque si discosta dalla descrizione fornita in questa sezione non può essere definito un professionista, ragion per cui non può essere in nessun modo paragonato a chi - come noi - impiega anima e corpo 365 giorni l’anno e 24 ore su 24 al raggiungimento di obiettivi importanti, applicati con metodi seri, operando in una Struttura autorizzata e con un inquadramento burocratico e fiscale corretto. 

I commercianti non sono Falconieri, salvo pochissime e rarissime eccezioni, e pochi privati possono essere definiti davvero tali. "Volare" un rapace raffazzonando informazioni da forum e testi di poca importanza non rende nessuno "automaticamente Falconiere" solo perché bene o male se la cava, più per fortuna che per coscienza delle proprie azioni. Nell’informarvi per acquistare un rapace o per seguire un Corso di Falconeria chiedete delle garanzie alla persona che contattate. Rivolgetevi a grossi Centri, visitateli di persona, informatevi sul loro Curriculum Vitae. Se i pulli sono nati da loro, chiedete di vedere i genitori (se sono ancora in cova e non possono essere disturbati, tornate a vederli in inverno). Chiedete fa Fattura: se pagate un rapace con del denaro e non con lo scambio di favori o uno scambio di animali, la “Cessione gratuita” è illegale in qualità di evasione fiscale. Se vi offrono un rapace senza documento CITES è un atto gravissimo e la persona deve essere denunciata. Potete chiedere di vedere i Registri e le autorizzazioni: se chi vi offre un rapace non ha i permessi per la detenzione e per il commercio e se non è in regola a 360° come richiesto dalla sua Provincia, non può nemmeno detenerli per piacere personale, tanto meno venderli a terzi. Chi vi offre un addestramento rapido e senza la possibilità di essere documentato tramite dei video settimanali o in vostra presenza, rischia di consegnarvi un rapace affamato e nervoso, non un animale che ha capito i comandi e li ha fissati nella mente; per fare un esempio, noi in genere impieghiamo dalle 8 alle 12 settimane per definire “pronto” un esemplare, novello o adulto che sia, e anche col rapace che materialmente viene al pugno per appetito o per sua scelta (es. divertimento, abitudine o noia) non lo consegnamo al cliente prima dei 2 mesi indicati, ossia fino a che non sia arrivato a un condizionamento costante, andando oltre alla semplice matematica del peso di volo; inoltre non lo consegnamo se prima il cliente non ha svolto con noi un incontro formativo per imparare a eseguire correttamente i richiami, per gestire il peso senza danneggiare il suo animale e per interpretarne correttamente i segnali, in un linguaggio del corpo reciprocamente cosciente, dove la persona capisce il rapace e dove il rapace capisce la persona, perché questo è essere Falconiere… Non il possederlo materialmente in una voliera o aver firmato una Cessione.

Ora che abbiamo chiarito la differenza fra un professionista e un dilettante, reputiamo che la maggior parte dei lettori intuiscano i divari di prezzi fra chi “ci vive” e chi lo fa per divertimento. D'altronde anche nel mercato dei gatti, dei cani o dei cavalli per la stessa razza possono esserci divari enormi di prezzo: ad esempio noi siamo allevatori amatoriali del Cane Corso Italiano, e un cucciolo con pedigree, vaccinazioni, sverminazione e microchip si può trovare dai 500 ai 3000 euro in base alla serietà della selezione, alla linea di sangue, all'Affisso, alle garanzie, alla bellezza oggettiva del cucciolo ed alla sua struttura.

Hieramatra non ha interesse a seguire dei listini teorici o degli ipotetici *prezzi di mercato* che ogni tanto qualcuno si inventa; aprire internet e guardare annunci a caso senza un concreto e reale paragone di qualità, di metodo, di professionalità e di garanzie fra noi e l’oggetto di paragone non fa testo, esattamente come non fa testo paragonare una borsa firmata esposta in un atelier VS una di plastica piazzata sul banchetto al mercato. Laddove ci siano competenza e serietà non è possibile prevedere un prezzo basso, per il semplice motivo che il prezzo basso è il più grande espediente di chi non lo fa per lavoro, di chi non è in regola, di chi non segue linee di sangue selezionate, di chi non offre garanzie, di chi non segue il cliente nel post-vendita e di chi non offre servizi (es. Corsi, pensione, addestramento, rieducazione). L’esca dell'abbassare i prezzi non fa parte delle nostre abitudini, ragion per cui non prendiamo in considerazione paragoni con grossisti, negozianti, commercianti, privati ed improvvisati che se si avvicinassero di più ai nostri metodi, alla nostra ideologia, ai nostri numeri e al nostro cuneo fiscale aumenterebbero anche loro le tariffe. 

Purtroppo molti commercianti preferiscono vendere un numero maggiore di esemplari a un mercato più ampio possibile, a discapito della qualità dei riproduttori (consanguinei, taglie sproporzionate, portatori di tare, linee non testate, riprodotte senza criteri morfologici e caratteriali), alla qualità di vita degli animali (voliere piccole, spoglie, senza arricchimento ambientale, costruite con materiali scadenti; alimentazione priva di integratori e di bassa qualità, poco variegata e basata prevalentemente su pulcini) e alla selezione della clientela (chiunque paga va bene per la maggior parte di loro, e questo è un errore gravissimo). Come se tutto questo non bastasse, nel nostro settore è tristemente facile ascoltare una lunga serie di bugie dette solo per ottenere vendite facili: “No, non vive solo in gabbia; lo lasci pure libero ogni tanto: lui si fa un giro e poi torna", dicono alcuni per tranquillizzare gli interessati, riferendosi all'aprigli la voliera in giardino o la finestra di casa, anche in piena città, con l'illusione che poi torni da solo, senza fuggire e senza perdersi, senza bisogno di un addestramento serio e progressivo, come se fosse un cagnolino lasciato sgambare al parco che torna al primo fischio del padrone… Consiglio che porta ai vari “Smarrito gufo reale in zona Stazione Porta Nuova, a Torino”, per fare uno dei tanti esempi. In Italia si ascoltano e si leggono i suggerimenti più disparati, come fantomatici addestramenti completati in sole 3 settimane (noi non valutiamo lavori sotto i 2-3 mesi di tempo, con cali ponderali armoniosi e un forte condizionamento), presunte convivenze pacifiche con pappagalli, cani, gatti, criceti, conigli, furetti e bambini, che facilmente causano incidenti; consigli offerti da persone che non hanno coscienza del danno che stanno diffondendo in una rete ormai satura di post errati, sciocchi e pericolosi, e nel provare a correggerli o contraddirli si rischia persino di ricevere insulti e derisione da parte di chi non dovrebbe avere nemmeno un pesce rosso, figuriamoci un falco. E’ triste leggere di continui incidenti domestici, che facilmente portano al decesso o alla fuga del rapace, o in alternativa al disfarsi di lui perchè ha artigliato il bambino dei proprietari, o si è mangiato la calopsite di turno, oppure è stato sbranato dal cane o dal gatto o dal furetto di casa, oppure è fuggito da una voliera piccola e fatiscente, costruita con bancali usati e rete antigrandine (già visto succedere…). "Ma andavano d'accordo fino a ieri", “Mi avevano detto che così andava bene“, “Strano, il mio amico ha fatto le stesse cose e a lui è sempre andata bene”, le risposte allibite di molti. Abbiamo le orecchie piene di giustificazioni. Si tende a idealizzare il rapace come un "pet" facilissimo e per il quale non occorre nessun accorgimento particolare, come se i professionisti fossero dei rompiscatole o gente avida che vuole intascarsi dei soldi; “Perchè fare un Corso di Falconeria per una civetta?”, chiedono alcuni, o “Perchè comprare un guanto serio per un assiolo? Tanto è piccolo”, chiedono altri, come se certi Strigiformi o certi piccoli Falconidi siano necessariamente *facili* soltanto perché pesano meno di due etti. Purtroppo c'è poca informazione e troppo “fai da te”, e la cosa che più di tutte disturba è notare annunci di persone che non hanno nemmeno le autorizzazioni, i permessi e i corsi per commerciare o addirittura anche solo per detenere questo genere di animale, ricorrendo a Cessioni gratuite fasulle, poichè non sono abilitati al commercio delle specie animali incluse nel Regolamento CE 338/97, facendo perno sull'ignoranza - in buona fede - di acquirenti alle prime armi, i quali raramente hanno davvero idea di cosa si stanno portando a casa, sia a livello normativo che a livello detentivo, attirati dalla vicinanza chilometrica di un annuncio (ringraziamo chi si fa viaggi di 8-10 ore per venire a Hieramatra, pur avendo dietro l'angolo qualche altro inserzionista) oppure invogliati da quello che appare “un buon prezzo”, ma che difficilmente è indice di qualità, di esperienza e di professionalità, perché queste qualità hanno un valore, e la gente lo sa. 

A gestire un Centro di Falconeria serio i costi sono elevati e la pressione fiscale è tutt'altro che leggera... Per quanto poi ci siano anche dei casi opposti, dei veri e propri paradossi: abbiamo visto prezzi stratosferici applicati da persone che non sanno nemmeno la differenza fra uno Strigide e un Titonide, eppure riescono a piazzare un Leucotis a 1200 euro o un pullo maschio di Harris a 2000 euro, cifre che in questo caso non possono nemmeno essere giustificate dall'elevata professionalità, dalla grande esperienza o dal possedere un grosso Centro dalle pesanti spese di gestione, ma semplicemente grazie a un'ottima parlantina e al presentare in maniera astuta un "prodotto", merito di internet, che permette a molte volpi di rovinare il mercato, offrendo animali a prezzi esageratamente bassi o assurdamente alti senza essere dei veri Allevatori o dei veri Falconieri, e tale definizione non si ottiene da un giorno all'altro; senza offesa, ma possedere una coppia di barbagianni che covano da soli, anellare i pulli, registrarli all'SCT, estrarli dal nido e metterli in una scatola al primo che paga non è essere *Allevatori*. A chi obietta dicendo di farlo soltanto per hobby, rispondiamo che bisogna comunque mettersi in regola, perché i rapaci sono animali protetti ed il commercio è regolamentato non meno della detenzione stessa. 

Ci dispiace essere pungenti con queste parole, ma vogliamo che Hieramatra abbia un volto severo ma giusto difronte al devastante operato degli improvvisati, degli hobbisti, dei trader e di coloro che lucrano sulla pelle degli animali senza mettere tra le priorità il loro benessere, operando senza cognizione di causa e rifiutandosi di rinunciare alla vendita laddove non ci siano i presupposti adatti da parte degli interessati guidati da stereotipi o mode. 


Ci auguriamo che un giorno anche l’Italia conosca una Falconeria seria, etica, gestita da professionisti e regolata da un Patentino obbligatorio. In attesa di quel giorno, noi faremo tutto il possibile - e già lo facciamo - per restare un punto di riferimento  per chi comincia e per chi vuole perfezionare i propri metodi, con una detenzione responsabile ed armoniosa con il proprio rapace, senza forzature e idealizzazioni.

Invitiamo gli interessati a visitare - senza impegno - il nostro Centro di Falconeria per paragonare ciò che offriamo, ciò che siamo e ciò che abbiamo con quello che offre, che rappresenta e che possiede *l’oggetto di paragone*, e solo successivamente fare una scelta in base a quanto visto e ascoltato nel nostro Centro, senza rischiare di finire in mano alla lunga lista di persone che hanno rovinato la Falconeria con interventi, consigli e azioni che sono stati i rapaci a pagare caro con incidenti, infortuni, decessi e abbandoni.